Se tu fossi una lacrima, io non piangerei per paura di perderti. :)

Ultima

Occhio alle figlie

 Una madre entra nella camera della figlia e la trova vuota con una lettera sul letto;

presagendo il peggio, apre la lettera e legge quanto segue:Cara mamma,mi dispiace molto doverti dire che me ne sono andata col mio nuovo ragazzo. Ho trovato il vero amore e lui, dovresti vederlo, è così carino con tutti i suoi tatuaggi, il piercing e quella sua grossa moto veloce. Ma non è tutto, mamma: finalmente sono incinta e Abdul dice che staremo benissimo nella sua roulotte in mezzo ai boschi. Lui vuole avere tanti altri bambini e questo è anche il mio sogno. E dato che ho scoperto che la marijuana non fa male, noi la coltiveremo anche peri nostri amici, quando non avranno la cocaina e l’ecstasy di cui hanno bisogno.Nel frattempo spero che la scienza trovi un cura per l’AIDS così Abdul potrà stare un po’ meglio: se lo merita! Non preoccuparti mamma,ho già 15 anni e so badare a me stessa.Spero di venire a trovarti presto così potrai conoscere i tuoi nipotini.

 La tua adorata bambina

             P.S. tutte palle, mamma! Sono dai vicini.
  Volevo solo dirti che nella vita ci sono cose peggiori della pagella  che ti ho lasciato sul comodino.

Ti voglio bene!

In amore di un’amicizia

Lacrime di gioia rigano le tue guance… Da quanto avrei voluto vederle scorrere sulla tua pelle?
Gli occhi assumono così un colore che mi fa sorridere…
Non fermo le lacrime con le mie dita: ora dovrà esserci qualcun altro al mio posto.Qualcun altro avrà la fortuna di averti al suo fianco, qualcun altro potrà sentire ciò che mi hai già raccontato, qualcun altro riuscirà finalmente a darti quello che un amico non potrà mai…
E non v’è in me traccia di disperazione, stanchezza, e neppure di lacrime… Dovrei forse?
Si, dovrei… Ma come è possibile non esser felici ora che finalmente hai trovato l’amore?
Sorrido all’idea di come tutto potrà svanire in un paio di giorni: chi ha bisogno dell’amicizia, quando vi è l’amore a sostituirlo?  Eppur non riesco a non volerti bene ora che finalmente tutto è per te cambiato.
Non riesco a non volerti bene, ora che so che vi è qualcun altro che per te è più importante…
E se non fermo le tue lacrime, è anche perché so che a volte possono far bene… E vederle scorrere sul tuo volto sincero, fa bene anche a me… Egoistico, dici?
Qual uomo, nel suo intimo, non lo è?

E specchiarmi in quegli occhi lucidi…
In amore, di un’amicizia…

 

Per pochi

  

Luis

Luis era vecchio. Di quei signori vecchi e soli che se ne stanno in giro tutto il giorno, tutti i giorni, per non stare chiusi in casa con la loro solitudine. Aveva passato tutta la suaesistenza in maniera solitaria, lavorando e non pensando a nient’altro. Una volta inpensione aveva continuato a vivere nella routine di ogni giorno uguale all’altro, nel suo appartamento al primo piano di una palazzina del centro.Luis si alzava, si lavava, faceva una frugale colazione e poi usciva per andare al parco. Non importava che facesse freddo, oppure piovesse o ci fosse il sole, lui era sempre seduto lì a guardare la vita chescorreva lenta davanti ai suoi occhi. Così era sempre stato e così sarebbe continuato ad essere pensava.In alto nel cielo la piccola stella brillava fiocamente.Non era grande, non era bella e nessuno la vedeva rintanata nel suo angolo di cielo, nessuno mai l’aveva invocata o cercava, nessuno le aveva mai dedicato un amore grande.Lei era lì solitaria, e aspettava di spegnersi come fanno , prima o poi tutte le stelle. Forse allora, in quel buco di cielo nero, qualcuno si sarebbe accorto che lei mancava.Un giorno la stellina si sentì mancare e cadde. Non precipitò ne lasciò una grande scia nel cielo che stava diventando buio. Semplicemente cadde sulla terra e si posò ai piedi di un vecchio uomo seduto su di una panchina in un parco mentre pioveva. Il vecchio signore, che altri non era che Luis, abbassò lo sguardo ai suoi piedi, e vide la piccola stella fioca che si stava infangando nell’acqua di una pozza. “Ti sporcherai tutta e non potrai più brillare come prima.” Le disse lentamente, come se la cosa non avesse poi tanta importanza,e come se fosse normale parlare ad una stella caduta dal cielo.“Nessuno se ne accorgerebbe,non sono mai stata molto brillante”.Rispose la stella mestamente.Luis la raccolse e la mise sotto l’ombrello asciugandola delicatamente con il suo fazzoletto di stoffa.“Di che costellazione fai parte?” Chiese Luis alla stella.“Nessuna, sono solo una piccola stella solitaria, l’orsa maggiore non mi vuole, Orione nemmeno, il cigno neanche, sono sola e non sono importante perchè non sono brillante come le altre stelle e la gente non mi nota lassù nel mio angolino di cielo.”rispose la stella mentre guardava il vecchio uomo.“A me sembri brillare abbastanza, sai i miei vecchi occhi non sopportano la luce troppo forte. Ma tu…tu brilli perfettamente!” Luis posò la piccola stella sul manico dell’ombrello “chissà potresti venire con me e farmi compagnia nella mia casa. Potresti illuminarla, in fondo sei una stella, però sarà una luce perfetta per i miei stanchi occhi.”La Stella sorrise, finalmente qualcuno aveva bisogno di lei per vedere nel buio.Un buio fatto di solitudine che solo una piccola stella solitaria poteva allontanare. Quel giorno Luis ruppe la sua routine e andò a casa prima del solito orario . Passeggiava piano con una piccola stella sotto l’ombrello. Una stella che sarebbe rimasta per sempre accanto a lui fino al giorno che entrambi non si spensero in un piccolo appartamento al primo piano di una palazzina del centro.

L’amicizia

C’era una volta un ragazzo con un bruttissimo carattere.

Suo padre gli diede un sacchetto di chiodi e gli disse di piantarne

uno sul muro del giardino ogni volta che avrebbe perso la pazienza e

avrebbe litigato con qualcuno.Il primo giorno ne piantò 37 nel muro.

Le settimane successive, imparò a controllarsi, ed il numero di chiodi

piantati diminuì giorno dopo giorno: aveva scoperto che era più facile

 controllarsi che piantare chiodi.Infine, arrivò un giorno in cui il ragazzo

non piantò nessun chiodo sul muro.Allora andò da suo padre e gli disse

 che quel giorno non aveva piantato nessun chiodo.Suo padre gli disse

 allora di togliere un chiodo dal muro per ogni giornoin cui non avesse

mai perso la pazienza.I giorni passarono e infine il giovane poté dire

 a suo padre che aveva levato tutti i chiodi dal muro.Il padre condusse

il figlio davanti al muro e gli disse : ” Figlio mio, ti sei comportato bene,

ma guarda tutti i buchi che ci sono sul muro. Non sarà mai come prima.

Quando litighi con qualcuno e gli dici qualcosa di cattivo, gli lasci una

ferita come questa.Puoi piantare un coltello in un uomo e poi tirarglielo via,

ma gli resterà sempre una ferita.Poco importa quante volte ti scuserai, la

ferita resterà.Una ferita verbale fa male tanto quanto una fisica.

“Gli amici sono dei gioielli rari, ti fanno sorridere e ti incoraggiano.

Sono pronti ad ascoltarti quando ne hai bisogno,ti sostengono e ti aprono

il loro cuore. Mostra ai tuoi amici quanto vuoi loro bene.

Angeli…amici

            Stamani quando Dio ha aperto una finestra del Cielo,vedendomi,

 mi ha chiesto: Figlio mio, qual è il tuo desiderio più grande,oggi?’

Ho risposto:Signore, ti prego, prenditi cura della persona che proprio

 ora legge questo messaggio, della sua famiglia e dei suoi amici.

Lo meritano, e mi sono molto cari'. L'amore di Dio è come un oceano:
 puoi vederne l'inizio,ma non puoi vederne la fine. 
Gli angeli esistono, ma,qualche volta, non hanno le ali: 
allora li chiamiamo 'amici'.. 
 

L’amicizia

Nella vita poche sono le cose belle ma addirittura rara 

è avereuna bella amicizia.Al mondo d’oggi si può parlare

 di vero e propriomiracolo.Sì, miracolo! Dico miracolo

perché è difficile avere un amico col quale puoi confidarti,

 puoi parlare di tutto perché sai che ti ascolta, sai che ti rispetta,

sai che non si sognerebbe mai e poi mai di offenderti, perché

da persona sensibile sa bene che offendere un amico significa

 offendere se stesso. Un caldo abbraccio per dirti che ci sono.